
Nome originale: Vorwerk St. Procolo.
Nome italiano (dopo il 1866): Forte San Procolo.
Anno di costruzione: 1840-1841.
Armamento: 14 cannoni (12 a canna liscia e due a canna rigata a lunga gittata).
Guarnigione: 250 uomini, ma poteva ospitarne fino a 450.
Dove si trova: Era situato nella parte settentrionale della cinta magistrale, accanto alla riva destra dell’Adige, davanti al fronte bastionato San Procolo-Spagna.
Descrizione: Progettato dal maggiore generale Franz von Scholl, aveva un terrapieno esterno di forma poligonale a eptagono irregolare, con un ridotto centrale a pianta quadrata. Il forte completava il sistema difensivo di destra Adige insieme agli altri due capisaldi avanzati di Santa Caterina e di Porta Nuova. Le sue artiglierie tenevano sotto tiro la riva sinistra dell’Adige, la valle di Avesa, Quinzano e la collina di S. Dionigi, difendendo la spianata da eventuali sortite sul lato Santa Lucia-San Massimo della cinta magistrale. Durante la prima Guerra Mondiale fu usato come carcere militare. Successivamente fu demolito nelle sue opere in terra per fare spazio a un campo di tiro a segno. Attualmente esiste solo il ridotto centrale, ma la struttura è in uno stato di abbandono pressoché totale, ricoperta dalla vegetazione spontanea.